Presentazione della personale
"Itinerari", ex Chiesa San Francesco di BOLSENA (Vt).
ITINERARI
«Io
ringrazio gli artisti, Voi tutti qui ritrovati e l’Amministrazione
Comunale presente a questa cerimonia inaugurale.
Una mostra autobiografica perché coglie, quindi anche presenta, i
sentimenti interiori di una famiglia intera. Ecco una famiglia d’artisti,
i Varisco, composta principalmente dalla madre Teodolinda, dalla figlia
Chiara e dal figlio Alessio.
Ecco perché l’interpretazione non è facile a prima vista,
come è difficile interpretare i sentimenti del cuore umano e quelli
più intimi.
Cosa è questa pittura e questa mostra?
Cerca di cogliere gli aspetti di questa Bellezza Eterna e Infinita che Dio
ha.
Quindi la Bellezza Lui l’ha profusa, Lui stesso è Bellezza.
Bellezza increata, Bellezza Infinita.
Qual è lo scopo dell’uomo?
Cogliere questo aspetto della Bellezza infusa nell’uomo
La pittura è uno dei mezzi più importanti e più efficaci
per accogliere questa Bellezza Eterna di Dio.
Questa racoglie, grazie agli artisti che l’hanno creato, questa Bellezza
di Dio.
C’è nella mitologia greca un fatto molto importante.
Si narra che Prometo vedendo la Bellezza del Sole volesse andare verso quella
parte per carpire, per togliere un raggio di quel sole.
La pittura coglie un raggio del sole che Dio manda.
In questo senso è l’importanza di questa pittura.
Perché se è difficile l’interpretazione senza qualcuno
che effettivamente la mostri, però internamente rivela questa difficoltà,
alcuni quadri sono perciò “difficili”.
C’è qui un quadro della Signora Teodolinda che mostra dei sassi
agitati dal mare, hanno inteso loro questo senso dell’umanità
che è come una “canna al vento” direbbe Grazia DELEDDA,
uno dei migliori interpreti del Novecento della poesia e della Letteratura
italiana.
Quindi Loro hanno cercato non soltanto di interpretare il loro sentimento
ma nell’interpretazione dei loro sentimenti interiori cercano di cogliere
quelli degli altri.
Ecco l’importanza quindi: non è soltanto autobiografica ma
poi si diffonde anche negli altri. Bravi.
Per cui credo che vedendo, fermandosi –riuscire a fermarsi, ecco non
si può e non si deve correre- fermarsi davanti a ciascun quadro e
se non si comprende capire cosa l’autore ha voluto interpretare.
Allora si coglie tutto l’aspetto –vorrei dire- religioso di
questa mostra.
Un consiglio: sostate dinanzi le opere e meditatele!
Ecco non è una mostra chiamiamolo impressionismo, espressionismo;
questi “ismi” sono cose che gli uomini hanno creato.
Espressionismo perché esprime qualche cosa che si ha dentro l’animo.
Ecco perché io voglio augurare che qui in Bolsena, una città
di cultura, una città in cui le civiltà si sono susseguite
da quella etrusca a quella romana, a quella paleocristiana, a quella medievale.
Quindi possa trovare anche questa iniziativa di Técne, in contemporanea
a quella orvietana già presentata la settimana scorsa, un felice
esito.
Anzitutto perché gli autori-curatori se lo meritano, poi perché
può veramente parlare al cuore dell’uomo e dirigerlo poi da
questa terra verso l’alto dove non c’è nebbia e non c’è
terrore.
Grazie a tutti!
Vi porgo migliori auguri e saluto questo mio alunno, l’Assessore alla
Cultura. Per me è stato un vero onore… Ora con due mostre allestite,
però dividersi è difficile, uno e mezzo –siete in tre-.
I migliori auguri perché è un’arte che merita».
Mons.
ERALDO ROSATELLI
(Vicario Episcopale Diocesi Orvieto-Todi, Responsabile
della Commissione Arte Sacra)