Una
pittura giovane...
«il
fine assorbe i mezzi»
[Paul Valéry, Poésie et Pénée]
«Sono di ritorno con la mia quinta
liceo scientifico da un viaggio di istruzione a Parigi.
È notte fonda ormai. La curiosità di leggere
la posta dell’ultima settimana si fa sentire,
nonostante la stanchezza del viaggio. Una sorpresa.
Una e-mail mi chiede una critica, senza impegno, ma
mi chiede di visionare dei lavori. La mia passione per
l’Arte non si frena e linko subito.
Un ragazzo, ventiduenne, figlio d’arte, ex studente
dello scientifico, come tanti altri, coi miei che ho
appena lasciato in Stazione Centrale a Milano dopo otto
ore estenuanti sul Tgv. Mi è subito interessato
-al di là della presenza di una mia Amica, della
quale ho scritto, che egli menziona fra i suoi links-
per l’amore per il tratto che Jacopo invece dimostra,
attitudine abbastanza negata dagli artisti giovani che
tentano invece di passare subito ai colori. In questo
mi è subito apparso simpatico poiché “umile”…
non come la più parte che si atteggia a Michelangelo
redivivo. Stiamo parlando di Jacopo Davassi, classe
1983, nato, così recita sul suo sito il curriculum
vitae, “lo stesso giorno di Silvio Berlusconi”
e ancora non ho capito se questo livornese, di padre
partenopeo, abbia voluto ironizzare, oppure lo dica
seriamente.
Certamente so che è nato il 29 settembre dell’anno
del Signore 1983. Ci tiene poi a precisare di essere
del segno della “Bilancia asc Bilancia”.
E non voglio sapere altro, non saprei dire quante altre
bilance in arte abbiano fatto la storia dell’arte,
ma a simpatia sicuramente può assurgersi anche
il nostro! La gioventù viene trascorsa in quel
di Livorno, senza negarsi i gusti ed i paesaggi campani,
il padre è napoletano; deriva dalla madre, invece,
la passione per le arti figurative e gran parte della
sua manualità è sempre di ascendenza materna.
"Dite ai giovani artisti che il mestiere di pittore
non ha niente a che vedere col dilettantismo, ed è
refrattario a storie di moda, di bluff o di speculazione”
.
La sua è una vita spesa nel “fare”.
Dopo il diploma al liceo scientifico nel 2002 , specializzazione
informatica si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università di Pisa; è al terzo
anno del corso di laurea. Dichiara con entusiasmo, e
senza vergognarsi, perché il lavoro nobilita
lo spirito ed una delle forme di elevazione dello spirito
e tramite per iniziare l’esperienza estetica ,
di aver lavorato come giardiniere, cameriere, lavapiatti
e aiutocuoco. L’interesse per l’informatica,
si è specializzato proprio in questo al liceo,
e per la cucina…
Dai suoi quadri emerge un senso di “sospensione”.
A prima vista ho pensato subito a delle ascendenze.
Ma per comprendere un artista così giovane bisogna
forse seguire i meandri ganglici dei suoi pensieri ed
affidarsi al caso ed alla fortuna, alla ricerca di una
linea guida che possa “collare” i vari elementi
disgiunti. Il titolo del sito rivendica una passione
per il disegno “a mano libera”, perciò
per il tratto. E le sue forme rappresentate rivendicano
i suoi moti interiori. La timbrica segnica e la mimica
del linguaggio richiamano forse alle esperienze della
“creazione”, delle “forme amorose”
(si pensi ai molteplici amanti, ai corpi, ai nudi).
E con intelletto ed amore il nostro artista affina le
sue abilità “grammaticali” in esercizi
semantici che richiamano l’espressionismo tedesco,
per certi tratti, o le avanguardie, con ascendenze della
scuola napoletana. Questa preziosità mi risulta
svelata dalla sua confessione per un’altra passione
principale coltivata da Jacopo: la parapsicologia. Non
mi ha per nulla lasciato basito. La sua è pittura
di emozione e credo che sia meglio dirla una sorta di
ri-applicazione delle “memorie” di quelle
memorie semantico-simboliche, di quelle idee che restano
dalle sensazioni più diversificate, di quelle
emozioni che derivano da un mondo “metà
tà physica” e cioè oltre la fisica.
Certo è strano per un razionalista, informatico,
ma ci rivela la sua artisticità.
“La coscienza dell'artista è uno specchio
puro e fedele, dov'egli deve poter riflettere la sua
opera, ogni giorno, appena alzato,senza timore di arrossirne”
.
Gli inizi sono risalenti all’infanzia, in esercizi
tesi all’emulazione dei disegni di certi cartoni
animati giapponesi visti alla televisione. E per una
gran parte della sua gioventù si entusiasma per
i “manga”, fumetti giapponesi. Da questo
periodo della sua crescita trarrà l’ispirazione
necessaria per disegnare, per un lungo periodo un’ampia
serie di fumetti che hanno uno stampo comico-satirico,
ci cita “Trappole”. E l’esperienza
del “disegno”, come dicevo all’inizio,
è fondamentale e fondante per un giovane artista.
È ciò di cui non si può prescindere!
È la base della pittura e dell’arte figurativa,
plastica e grafica.
“La responsabilità permanente del creatore
verso se stesso e verso il mondo non è una parola
vuota : aiutando l'universo a costruirsi, l'artista
mantiene la sua dignità personale” .
L’entusiasmo per il tratto gli ha consentito di
non smettere mai di disegnare. Jacopo, in certi periodi,
così ci confessa “ha preferito dedicarsi
in maniera più intensa ad altre forme di espressione,
quali la musica, da cui lo studio amatoriale della chitarra,
o la produzione letteraria”.
Di recente ondata la svolta artistica che nel 2004 perpetua,
mediante una serie di eventi tramite un gruppo di poesia
ed espressione artistica, e acquista fiducia in sé
ed inizia la sua prima mostra, seguita ad una seconda,
dell'inizio dell’anno corrente.
In breve l’augurio che vorremmo lasciarti caro
Jacopo: che tu possa sempre essere te stesso! Ma soprattutto
che la tua arte sia lo stimolo della scoperta di un
mondo fatto anche di sensazioni, impalpabili, che a
volte paiono sfuggire, confondersi e nascondersi. Che
tu possa evocare il respiro del mare, il suono dei vulcani,
l’amore per la terra, il canto del vento. Questo
ciò che si può dire ad una pittura che
deve rimanere pura ed elevarsi sempre più verso
il Mistero».
Prof. ALESSIO VARISCO, Designer
Art director Técne Art Studio
http://www.alessiovarisco.it
Monza, 10 aprile 2005
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