Il disegno: una vera
passione
«L'arte
come purezza di spirito: questo è il fine della pittura
di Giorgia Morriello. Nasce a Genova. Classe 1983.
Frequenta il Liceo Niccolo' Barabino di Genova, «scuola
che sognavo –schiettamente si confessa- di frequentare
sin dall'asilo! Ho imparato tanto a scuola ma le dritte
che ora apprezzo di piu' me le ha date Andrea Ferraris,
autore Disney. Per perfezionare il suo infinito amore
per l’arte si iscrive al corso di decorazione dell'Accademia
Ligustica di Belle Arti «Altro che studio... il disegno
e' una passione!» E la passione la rende visibile nelle
sue creazioni dopo aver fatto tanto disegno geometrico
e tante modelle dal vero durante il periodo del liceo.
Disinquinare se stessi per mezzo di una
ricerca artistica che attinge a nuove figurazioni, mai
paghe dei traguardi raggiunti e dell’impianto ideativi
compiuto. La nostra Autrice, molto frequentemente, sconfina
oltre le convenzioni metodologiche di un manierismo
moderno, ricerca nuovi stili, ne inventa. E a ridosso
di un arido, ma pur sempre consolatore cavalletto,
tallona chimere fin da quando, giovanissime, si sperava
in un mondo migliore.
Ora è grande! Non è più bimba, ma questa
“regressione” psichica la porta a farla riflettere intensamente
su quanto prodotto ad oggi e la sprona,con rigenerata
vigoria,a notificare quanto siano gravi le patologie,
gli acciacchi, le ansie che affliggono la società.
Ecco
che la nostra Pittrice, allora, domina il senso di avvilimento
che pare come ridursi alla fisicità -e prendere corpo-
dalle sue opere travasandolo in una "calma
del niente"
di soggetti, figure, ambienti scanalati, svuotati, cose
smembrate da un
horror
vacui
dal
senso ontologico ed estremamente profondo.
Ecco che gli elementi della Sua pittura,
le cose visibili all’occhio dell’osservatore, in prima
lettura, si evidenziano annichilite probabilmente dall’inattendibile
o dalla certezza del nulla, del non-senso.
Anche gli enti –raffigurati- sono lievi,
ma la loro inconsistenza non è data dalla autogestione
della coscienza, al contrario è il vuoto a metterli
insieme. Paiono sorgere dal fondo, echi di un passato,
memoria di una “età dell’oro”.
Viola smorto, verde muffito, arancio
nostalgico, celeste-azzurro discreto, turchino sono
i colori filtrati da un'esistenza ormai senza coscienza;
in balia degli eventi.
Scriveva
Umberto Saba:«Or
due/cose nel cuore lasciano un'impronta/dolce:la donna
che regola il passo/leggero al tuo la prima volta,il
bimbo/che,al fine tu lo salvi,fiducioso/mette la sua
manina nella tua»
E le opere di Giorgia Morriello si mostrano
proprio accompagnarsi a noi fruitori come per la prima
volta; ed invece sono esse stesse, in realtà, a guidarci.
Lei è modesta e ci dice «Dato che non mi piace tanto
parlare di me stessa, vi lascio ai miei disegni, che
si esprimono meglio di me! Sarei lieta se voleste comunicare
con me per qualsiasi cosa ».
L’Artista è la demiurga che ci guida
e noi, quasi fossimo bambini, Le porgiamo pieni di fiducia
la nostra mano, per essere accompagnati in un mondo
di nuove e rinnovate creazioni che vuole darci, con
forza, uno spiraglio ad una società così poco amante
della vita».
Prof.
Alessio Varisco
Designer – magister artium
Art
Director Associazione Culturale Técne Art Studio
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